Il leader M5S si dissocia dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno: “Se Mattarella è intervenuto bisogna rispettare il presidente”. Anche l’Anm contro il vicepremier leghista: “No a interferenze nel lavoro dei magistrati”

Finalmente la nave Diciotti che aveva potuto attraccare al porto di Trapani ha potuto far sbarcare i 67 migranti che si trovavano a bordo ormai da giorni. Ma questo solo grazie all’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha avuto un colloquio con il premier Giuseppe Conte.

Anche perché Salvini che aveva dato ordine di impedire l’attracco – in un colloquio con Repubblica – ha invece espresso “stupore” nei confronti del Quirinale e “rammarico” nei confronti dei magistrati della procura di Trapani. E avvisa i pm: “Sono loro che si stanno assumendo questa responsabilità”. Ma l’accusa iniziale ai due migranti indagati a bordo della Vos Thalassa è stata molto ridimensionata e la Procura ha valutato di non procedere con misure cautelari nei loro confronti.

E il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci ha chiesto – chiaramente rivolto a Salvini – di non interferire con il lavoro della procura: “Seguiamo con grande attenzione i possibili risvolti giudiziari connessi alla vicenda della nave Diciotti e chiediamo che il lavoro dei magistrati della Procura di Trapani venga lasciato proseguire senza interferenze”.

“Per questo motivo – ha aggiunto Minisci – ogni richiesta di adozione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da chiunque provenga, risulta ingiustificata e non in linea con i principi di autonomia e indipendenza fissati dalla Costituzione, cui tutti devono attenersi”.

All’attacco anche il segretario del Pd Maurizio Martina che chiede le dimissioni di Salvini. “Di fronte all’incapacità del ministro dell’Interno di assolvere al suo compito, senza ogni volta buttarla in propaganda e provocare, Salvini dovrebbe dimettersi per il bene del Paese. Perché se sei impegnato in una vicenda così delicata non puoi sempre fare sceneggiate. Come pensa di governare situazioni come queste? A colpi di tweet e di Facebook?”.

Ma oltre ai magistrati anche dallo stesso alleato di governo Luigi Di Maio si dissocia dalle polemiche del responsabile del Viminale: “Se Mattarella è intervenuto bisogna rispettare il presidente”. Una dichiarazione che rischia di creare l’ennesima crepa nell’alleanza dell’esecutivo e forse anche l’inizio di uno strappo definitivo.