Mentre i giornali riportano con una certa evidenza la vicenda che riguarda il presidente della Camera grillino Roberto Fico, in merito a contributi che non avrebbe pagato alla colf (sono i quotidiani dell’area di destra a darne conto con più enfasi, come Libero “Il Fico comincia a marcire” o Il Tempo “Ficolf, ora che fai?”), i 5 Stelle rispondono a Renzi sia indirettamente, con lo spettacolo di Grillo, come riferisce Eleonora Capelli a pagina 6 di Repubblica: “«Il Pd è morto, perché non ha narrazione, non ha storie da raccontare, è antipatico, non parla ai giovani, ha perso qualsiasi significato, è noioso, anzi è morto di noia.E noi ci vogliamo fare un governo?». Beppe Grillo si inclina con un’eloquente espressione di sofferenza sulla spalliera del letto che costituisce la scenografia del suo spettacolo Insomnia nella tappa emiliana di ieri sera a Taneto di Reggio Emilia. E così commenta l’ipotesi di un governo coni dem, che anche Renzi ha appena bocciato in tv”, sia direttamente con Luigi Di Maio che subito dopo le parole dell’ex premier.

Ci ragguaglia Annalisa Cuzzocrea su Repubblica: “ «La pagheranno», dice Luigi Di Maio, in un post in cui non riesce a trattenere la rabbia. Ha seguito Matteo Renzi in tv interrompendo la tregua che aveva cercato in Sicilia. Dovevano essere due giorni per staccare, si sono trasformati nella fine di ogni illusione. Dopo ieri, non ci potrà essere un governo in cui i 5 stelle daranno le carte. Dopo le parole di Renzi, la strada più probabile è quella – chiesta a gran voce da un folto drappello di parlamentari M5S – del voto anticipato. A giugno. «Perché a cambiare la Costituzione o la legge elettorale con Renzi non ci pensiamo nemmeno», si legge in una delle chat che collegano i “veterani” del Parlamento. Quelli che contro il Pd hanno combattuto cinque anni e che dai dem non si aspettavano nulla. «Ci ha preso per i fondelli», si sfoga un deputato prima ancora di leggere la linea dettata dal capo. «Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l’abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa – scrive a caldo sulla sua pagina Facebook e sul blog il candidato premier del Movimento – altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato». E poi, la frase che diverrà il titolo, e che segna la resa: «Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo nell’interesse degli italiani. Il pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Domani seguitemi in diretta sulla mia pagina Facebook. Ci saranno novità!». Rilanciandolo, il fedelissimo deputato lombardo Stefano Buffagni scrive: «Io voglio ringraziare pubblicamente il bulletto di Rignano, ci ha ricordato perché abbiamo sempre combattuto il suo Pd. Grazie perché riesce sempre a ricompattare il Movimento». Dopo 13 minuti dalla pubblicazione del post di Di Maio, su Facebook c’erano 495 commenti che chiedevano per lo più di tornare alle urne”.

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