Giovedì 3 Maggio 2018, questa è la data scelta dal Presidente del PD Matteo Orfini per la Direzione Nazionale che deve decidere la linea del PD: opposizione o governo con il M5S? La “conta” dei numeri è già iniziata e al momento, pare, che Renzi e la sua linea (che aggiungo è anche la mia) tenga. La linea di Matteo Renzi è quella di fare opposizione. Per il 2 maggio, Marcucci ha convocato anche la riunione dei senatori Dem. E’ una vera prova di forza, un modo per arrivare ‘corazzati’ alla direzione. Il capogruppo conta almeno 34-36 senatori contrari all’accordo con i cinquestelle, su un totale di 52 eletti.Non è una maggioranza schiacciante, ma sufficiente per dire in direzione che a Palazzo Madama, territorio sempre difficile per le maggioranze di governo, non ci sono i numeri per procedere all’intesa con i pentastellati. Senza considerare che, a conti fatti, anche una maggioranza con tutto il Pd e il M5s (109) sarebbe risicata al Senato: 161 senatori, che è esattamente il minimo indispensabile. Certo, andrebbero aggiunti eletti pescati da LeU, gruppo misto e Autonomie, ma anche così non c’è la certezza di arrivare a numeri solidi. 

Ma cosa potrebbe succedere se la linea di Renzi venisse smentita?

Bah…difficile prevederlo, ma sicuro che Matteo Renzi avrebbe dinanzi a se due strade:

  • la prima, quella di rimanere nel PD come minoranza. E qui è normale porsi una domanda: in caso di accordo PD-M5S, se Renzi dovesse restare nel PD voterebbe o no la fiducia a un eventuale governo PD-M5S?
  • la seconda, quella di uscire dal PD, portandosi dietro diversi Senatori e diversi Deputati e formare un nuovo soggetto politico.

Al momento, non sappiamo quale delle due strade è quella percorribile, e questo lo scopriremo solo aspettando qualche giorno o qualche settimana. 

Intanto sul lato opposto, Maurizio Martina continua la trattativa con il M5S, ieri sera a “Porta a Porta” ha affermato: “Abbiamo sulle spalle una stagione complicata. Ci siamo scontrati, abbiamo ancora oggi distanze importanti. Tuttavia penso che questa sfida vada accettata: ritengo il percorso che il Pd deve giocare all’attacco. Sfidiamo fino in fondo il M5S”. Il primo a rispondere a questa dichiarazione è il deputato dem Michele Anzaldi con un Tweet:

Nel frattempo da martedì sera, subito dopo le dichiarazioni di Martina il popolo dem si è ribellato! Ha prontamente manifestato il proprio dissenso da questa decisione di Martina di aprire al M5S e lo ha fatto con un hashtag #senzadime.

Vedete, anche io sono, dell’idea che il PD ha giustamente dialogato con il Presidente Fico è necessario rispettare le Istituzioni e rispondere alla chiamata del Presidente della Repubblica (vi ricordo che il mandato esplorativo di Fico era destinato a sondare la presenza o meno di un maggioranza PD-M5S), ma trovo sbagliata invece l’idea di formare un governo con il M5S. I motivi non sono solo le offese, ma sono altri: il nostro programma è totalmente incompatibile con quello del M5S, le nostre idee sul lavoro e sull’Europa sono diverse dalle loro, ma non solo! Noi abbiamo scelto il PD, perchè è alternativo al M5S e tali vogliamo rimanere, lo dobbiamo come rispetto a chi il 4 marzo ha riposto la propria fiducia negli ideali i nei valori del Partito Democratico. Chi vuole, esprimere il proprio dissenso può farlo con l’hashtag #senzadime oppure usando il motivo che ho creato, per la foto profilo di Facebook, vi lascio il: http://bit.ly/SENZADIME.

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Chiuso con una domanda ed una risposta: 

Ma cosa potrebbe succedere se la linea di Martina venisse smentita?

La risposta è solo una, Maurizio Martina (messo in minoranza) dovrebbe dimettersi dalla carica di Segretario reggente del PD.