Il segretario Pd a Agorà esclude intese con la destra e M5s

Niente pasticci se dalle urne non dovesse emergere un quadro limpido, un vincitore chiaro. Matteo Renzi, stamane a Agorà, è stato molto chiaro: “Se non ci sono i numeri è giusto che si  torni a votare”.

Mai al governo con la destra e M5S

Naturalmente – ha premesso il segretario del Pd – “deciderà il Presidente della Repubblica”, ma “il ragionamento che fa Berlusconi, e cioè che se non ci sono i numeri è giusto che si  torni a votare, mi trova d’accordo: è giusto così”.

La presa di posizione di Renzi peraltro sgombra il terreno dalla ‘narrazione’ di un Pd pronto a stipulare larghe intese con la destra e i populisti: “Non andremo al governo” con Lega e Movimento Cinque Stelle perché  “il Pd con gli estremisti non governerà mai”.

Il risultato è aperto

Ieri il leader dem, al teatro Eliseo, aveva spronato i suoi sostenendo che “basta un’inezia” – “un paio di punti” – per conquistare il primo posto.

“Commentatori e sondaggisti parlano, ma non hanno letto la legge elettorale: 2/3 vanno sul proporzionalo, invece mostrano solo i collegi. Questa legge tiene tutto aperto. Vorrei che nei prossimi 27 giorni ci sia in campo una squadra che non pensa al 5 marzo, ma al 4. Se recuperiamo 2-3 punti percentuali, rendiamo contendibili il 60% dei collegi oggi, e se li recuperiamo diventiamo anche primo partito”.

Poi c’era stato il violento attacco al capo dei Cinque Stelle.

Di Maio rinunci all’immunità e venga in tribunale

“La reazione di Di Maio di ieri tradisce un nervosismo, è stata un po’ sopra le righe. Se è un uomo, Luigi di Maio dovrà rinunciare all’immunità parlamentare, e venire in tribunale. Perché dire che Pd stringe accordi con i mafiosi è un’accusa falsa e infamante. Per questo il capo politico del M5S sarà querelato”. Il comportamento del candidato premier M5s, per Renzi, “dà il senso di un nervosismo di fondo tra le loro fila e che, come al solito, trova lo sbocco nella frase “eh, ma loro hanno gli impresentabili”. Quello che non si presenta mai è lui: un impresentato”.

Il segretario Pd poi rincara la dose sugli impresentabili facendo notare: “I candidati del Movimento 5 Stelle parlano degli indagati del Pd e poi la metà dei loro sindaci è indagato. Parlano di impresentabili e poi nel collegio Lazio2 sbianchettano le foto con Dessì e in Veneto presentano una tipa che dice che i vaccini sono la replica del genocidio. Questi sono gli impresentabili, caro Di Maio”

La linea della destra la detta la Lega

“Questo centrodestra così diviso su tutto è un centrodestra a trazione leghista, come ha detto Gentiloni nei giorni scorsi. Non è come in passato quando Bossi era tenuto buono dal Berlusconi forte. Siamo in una situazione totalmente diversa in cui è la Lega a dettare l’agenda e dare le carte”. Poi sulla flat tax il segretario incalza: “Con la flat tax le famiglie pagano di più e i miliardari pagano di meno”.

 

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