Il Governatore in Commssione respinge le critiche.  Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco è stamani davanti alla Commissione parlamentare sulle banche e la sua è una deposizione molto attesa: Bankitalia, come si sa, negli ultimi tempi è stata criticata da più parti (anche ieri dal ministro Padoan) per una supposta inadeguatezza nella sua funzione di vigilanza sul sistema bancario.

Ma stamane Visco, sottolineando che “alcune banche hanno ceduto, anche per comportamenti
incauti e irregolari”, è stato netto nel negare che Via Nazionale ritenesse che tutto andava bene: “Non è vero”.

Quanto alle polemiche su Banca Etruria, Visco ha spiegato che la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, non fece mai pressioni sulla Banca d’Italia per un intervento a sostegno di Banca Etruria. 

A proposito degli incontri fra il vicepresidente di Bankitalia e  Boschi, il Governatore ha detto una cosa importante: “Panetta parlò con ministra in due occasioni. Panetta subito dopo mi disse che nei colloqui non ci fu richiesta particolare di interventi ma manifestazione di preoccupazione su conseguenza crisi per territorio”.

Matteo Renzi, nell’aprile del 2014, gli domandò perché la Popolare di Vicenza (altra banca andata poi a gambe all’aria) volesse acquisire Etruria, “ma non risposi: non entrai per niente nei temi della Vigilanza, presi la sua come una battuta sugli orafi”.

Circa i suoi rapporti con i presidenti del Consiglio, Renzi compreso, Visco ha detto: “Con i 5 governi con cui il governatore di Bankitalia ha avuto a che fare – Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni ci sono stati “rapporti di collaborazione pienissimi, nei miei colloqui con i presidenti del consiglio non c’è mai mai stato uno screzio, ma ampia condivisione. A volte ci sono state valutazioni diverse, non solo con Renzi su come affrontare certe situazioni”

Il Governatore ha spiegato che già 2012 aveva “lanciato un allarme sul peggioramento della qualità del credito” e spiega, su uno dei nodi caldi della crisi, “in modo chiaro che la Banca d’Italia non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento. Mai”.

Secondo Visco, gli uomini della Vigilanza hanno “agito con il massimo impegno e nell’esclusivo interesse del Paese”. Le perdite “sopportate dai risparmiatori nei casi in cui non è stato possibile risolvere altrimenti le crisi sono state diffuse e dolorose. E’ questa una spinta a cercare di migliorare la nostra azione in ogni modo possibile”, ha aggiunto.

“A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano non è stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro paese. La mala gestio di alcune banche, comunque, c’è stata e l’abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche”.