«Auguriamo la morte a Matteo Renzi». Su Facebook compare una pagina che inneggia alla morte dell’ex premier. Il Pd, allarmato, si rivolge alla polizia postale. E denuncia il «clima d’odio» che sfocia in episodi del genere. «Chi lo fomenta?», domanda Alessia Rotta. E invita alla responsabilità chi, come Beppe Grillo, evoca i «tribunali del popolo». Ma i Cinque stelle ribaltano l’accusa: il M5s è vittima, affermano, di chi teme una loro vittoria alle elezioni e fabbrica «false notizie» per «demolirli». Prosegue così uno scontro a distanza, sempre più proiettato sul ring del Web.

Dopo la sconfitta al referendum Renzi ha riconosciuto come errore del Pd aver lasciato «il Web a chi diffonde falsità». Ma si è andati oltre le falsità, denuncia ora dal Nazareno Alessia Rotta. Il «clima d’odio» sfocia in episodi come quello di una pagina Facebook che inneggia apertamente alla «morte» di Renzi.
Sulla pagina il gestore, che si nasconde dietro l’anonimato e usa foto profilo di Mussolini, inveisce contro i «comunisti» che lo accusano di aver superato il limite, minaccia a sua volta di rivolgersi alla polizia postale e non accetta di cancellare il suo messaggio: «Non è mica una colpa esprimere un desiderio…».

Un fatto di una «gravità inaudita», afferma da Ncd Valentina Castaldini. «Sono certo che forze dell’ordine e inquirenti agiranno rapidamente per individuarlo e sottoporlo a giudizio», afferma il deputato Pd Emanuele Fiano: «Non bisogna lasciare il minimo spazio di azione a chi professa violenza e morte». Ed è urgente, aggiunge Castaldini, accogliere l’invito del presidente Mattarella ad «abbassare i toni, soprattutto sul web».

IlMessaggero.it

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